Madri anaffettive = sofferenze delle morte vive….
Il primo ricordo: chissà per quale motivo me ne rendo conto che nel mondo non ci sono solo io, c’erano tantissime più….un stoppo all’ orecchio , come se solo in quel momento io fosse viva e me ne rendevo conto che esistevano tanti altri insieme a me….
FAMIGLIA:SE COSÌ DOBBIAMO CHIAMARE
Lui lo chiamano Santino, anche se di santo c’è n’è ben poco…in realtà si chiama Djalma, magro, franzino, succube alle bellezze femminile, grande lavoratore e gran bevitor
Lei: figlia di un tredicenne brasiliana e di un marinaio portoghese….dopo la scopata di una vergine ed un marinaio maggiorenne europeo, nasce nove mesi dopo mia madre….
Benedetta l’hanno chiamata…ma di benedetta lei non ha niente, soprattutto se sei nata in brasile nel 1937, da una madre bambina, un padre sconosciuto e la vergogna della famiglia che nonostante tutto non l’ha buttata via di casa : ma la bambina se ne deve andare, assolutamente….e così è stato…
Benedetta:: anaffettiva…..povera piccola senza amore……..da piccolina buttata di qua e di là nelle case più benestante della famiglia senza essere vista, considerata e nemmeno amata
Lui, bello Djalma ha un negozio di impagliatore, è felice e va e viene dalle fanciulle credendo di essere fortunato per tutte le sue conquiste ….così lo spensierato Santino un giorno in chiesa incontra lei, la bella e vergine Benedetta cresciuta qua e là in famiglia fino ad arrivare dalla sua matrigna sarta, bellissima anche lei, apparentemente benestante la tratava come una inserviente però la brava benestante, almeno non le faceva mancare niente e la sua infanzia e gioventù é andata così da piccoli lavoretti di sarta e aiuto in casa per aver il diritto di essere lì senza pagare…
Una domestica/sarta a tutti gli effetti ma Lei era inteligente, caparbia, orgogliosa, un po’ chiusa e aparentemente snob anche se non ha potuto studiare , doveva lavorare, imparare dalla matrigna a tagliare , piegare, cucinare ecc…non ha studiato ma era buona fino ad sbocciare e fino ad doente e Benedetta, eccessionalnente inteligente e ambiziosa ed sima ragazzo è una bellissima questo è stato il suo più grande dolore, perché lavorando tanto è anche se è diventata anni dopo a RJ amente una delle sarte più brave ai tempi, non riusciva a realizzare il suo sogno di independência e grandeza…..ma questa è un altra storia….
Non so bene come, ma Santino e Benedetta un giorno di sono incontrati, innamorati e sposati….in chiesa mi racconta lei…
Ho una sola fotografia del matrimonio di mia mamma, era vestita in bianco, con i cappelli stupendi, il suo abito da sposa cucito da lei; un sogno e vicino a lei il mio padre, in completo, serio e convinto:fino a che morte ci separi…..m non ha detto alla sua novella sposa che la sua amante era incinta di sei mesi……ed anche questa è un’altra storia : Rosa
E così si sono sposati la Bene e il Djalma e dal 1960 al 1966 hanno generato cinque figli e persi uno…. uno nato morto, purtroppo o fatto morire con delle erbe specifiche, non si sa, poverina mi viene da dire con un marito fedifrago, violento, manesco, ma all’ stesso tempo debole perché nonostante quello che combinava in giro, non ce la faceva senza la sua Bene…
Lei, da giovane caparbia intelligente e ambiziosa, per più di dieci anni sopporta i soprusi del marito, arrogante, violento e ubriacone…ma mai zitta… grida, si oppone e lo malmena pure quando arriva a casa ubriaco marcio e fa la pipì a letto, oppure arriva e chiede silenzio ma uno dei suoi figli non ci sta a accende la tv, e lui si alza dal letto e abbassa tv ….il figlio anche lui Djalma, appena il padre ubriaco ritorna a letto aumenta il volume, fino a che lo ubriacone arriva e strappa l valvola dopo aver buttato la tv per terra che si è aperta e la rompe infuriato la valvola del televisore e i figli piangono e lei non può fare niente per proteggergli …
C’è ne sono tanti episodi da raccontare ma ho sentito solo una parte….
IO SCAPPO
Diceva la Benedetta…prima o poi me ne vado, lo lascio, ricomincio da capo….e cosi è stato…a pensarci oggi da donna adulta e madre dico tanto di cappello a questa donna, povera, bella e giovane, con cinque figli e le cicatrici delle cesarei che vanno da metà pancia fino alla pube…sarà per questo che quando giovane era così aspra, insensibile e antipatica con tutti intorno a lei? Sarà questo il motivo di non aver voluto più un compagno? Per le cicatrici o per il tanto soffrire? Madri anaffettive = sofferenze delle morte vive….
Il primo ricordo: chissà per quale motivo me ne rendo conto che nel mondo non ci sono solo io, c’erano tantissime più….un stoppo all’ orecchio , come se solo in quel momento io fosse viva e me ne rendevo conto che esistevano tanti altri insieme a me….
FAMIGLIA:SE COSÌ DOBBIAMO CHIAMARE
Lui lo chiamano Santino, anche se di santo c’è n’è ben poco…in realtà si chiama Djalma, magro, franzino, succube alle bellezze femminile, grande lavoratore e gran bevitor
Lei: figlia di un tredicenne brasiliana e di un marinaio portoghese….dopo la scopata di una vergine ed un marinaio maggiorenne europeo, nasce nove mesi dopo mia madre….
Benedetta l’hanno chiamata…ma di benedetta lei non ha niente, soprattutto se sei nata in brasile nel 1937, da una madre bambina, un padre sconosciuto e la vergogna della famiglia che nonostante tutto non l’ha buttata via di casa : ma la bambina se ne deve andare, assolutamente….e così è stato…
Benedetta:: anaffettiva…..povera piccola senza amore……..da piccolina buttata di qua e di là nelle case più benestante della famiglia senza essere vista, considerata e nemmeno amata
Lui, bello Djalma ha un negozio di impagliatore, è felice e va e viene dalle fanciulle credendo di essere fortunato per tutte le sue conquiste ….così lo spensierato Santino un giorno in chiesa incontra lei, la bella e vergine Benedetta cresciuta qua e là in famiglia fino ad arrivare dalla sua matrigna sarta, bellissima anche lei, apparentemente benestante la tratava come una inserviente però la brava benestante, almeno non le faceva mancare niente e la sua infanzia e gioventù é andata così da piccoli lavoretti di sarta e aiuto in casa per aver il diritto di essere lì senza pagare…
Una domestica/sarta a tutti gli effetti ma Lei era inteligente, caparbia, orgogliosa, un po’ chiusa e aparentemente snob anche se non ha potuto studiare , doveva lavorare, imparare dalla matrigna a tagliare , piegare, cucinare ecc…non ha studiato ma era buona fino ad sbocciare e fino ad doente e Benedetta, eccessionalnente inteligente e ambiziosa ed sima ragazzo è una bellissima questo è stato il suo più grande dolore, perché lavorando tanto è anche se è diventata anni dopo a RJ amente una delle sarte più brave ai tempi, non riusciva a realizzare il suo sogno di independência e grandeza…..ma questa è un altra storia….
Non so bene come, ma Santino e Benedetta un giorno di sono incontrati, innamorati e sposati….in chiesa mi racconta lei…
Ho una sola fotografia del matrimonio di mia mamma, era vestita in bianco, con i cappelli stupendi, il suo abito da sposa cucito da lei; un sogno e vicino a lei il mio padre, in completo, serio e convinto:fino a che morte ci separi…..m non ha detto alla sua novella sposa che la sua amante era incinta di sei mesi……ed anche questa è un’altra storia : Rosa
E così si sono sposati la Bene e il Djalma e dal 1960 al 1966 hanno generato cinque figli e persi uno…. uno nato morto, purtroppo o fatto morire con delle erbe specifiche, non si sa, poverina mi viene da dire con un marito fedifrago, violento, manesco, ma all’ stesso tempo debole perché nonostante quello che combinava in giro, non ce la faceva senza la sua Bene…
Lei, da giovane caparbia intelligente e ambiziosa, per più di dieci anni sopporta i soprusi del marito, arrogante, violento e ubriacone…ma mai zitta… grida, si oppone e lo malmena pure quando arriva a casa ubriaco marcio e fa la pipì a letto, oppure arriva e chiede silenzio ma uno dei suoi figli non ci sta a accende la tv, e lui si alza dal letto e abbassa tv ….il figlio anche lui Djalma, appena il padre ubriaco ritorna a letto aumenta il volume, fino a che lo ubriacone arriva e strappa l valvola dopo aver buttato la tv per terra che si è aperta e la rompe infuriato la valvola del televisore e i figli piangono e lei non può fare niente per proteggergli …
C’è ne sono tanti episodi da raccontare ma ho sentito solo una parte….
IO SCAPPO
Diceva la Benedetta…prima o poi me ne vado, lo lascio, ricomincio da capo….e cosi è stato…a pensarci oggi da donna adulta e madre dico tanto di cappello a questa donna, povera, bella e giovane, con cinque figli e le cicatrici delle cesarei che vanno da metà pancia fino alla pube…sarà per questo che quando giovane era così aspra, insensibile e antipatica con tutti intorno a lei? Sarà questo il motivo di non aver voluto più un compagno? Per le cicatrici o per il tanto soffrire? Madri anaffettive = sofferenze delle morte vive….
Il primo ricordo: chissà per quale motivo me ne rendo conto che nel mondo non ci sono solo io, c’erano tantissime più….un stoppo all’ orecchio , come se solo in quel momento io fosse viva e me ne rendevo conto che esistevano tanti altri insieme a me….
FAMIGLIA:SE COSÌ DOBBIAMO CHIAMARE
Lui lo chiamano Santino, anche se di santo c’è n’è ben poco…in realtà si chiama Djalma, magro, franzino, succube alle bellezze femminile, grande lavoratore e gran bevitor
Lei: figlia di un tredicenne brasiliana e di un marinaio portoghese….dopo la scopata di una vergine ed un marinaio maggiorenne europeo, nasce nove mesi dopo mia madre….
Benedetta l’hanno chiamata…ma di benedetta lei non ha niente, soprattutto se sei nata in brasile nel 1937, da una madre bambina, un padre sconosciuto e la vergogna della famiglia che nonostante tutto non l’ha buttata via di casa : ma la bambina se ne deve andare, assolutamente….e così è stato…
Benedetta:: anaffettiva…..povera piccola senza amore……..da piccolina buttata di qua e di là nelle case più benestante della famiglia senza essere vista, considerata e nemmeno amata
Lui, bello Djalma ha un negozio di impagliatore, è felice e va e viene dalle fanciulle credendo di essere fortunato per tutte le sue conquiste ….così lo spensierato Santino un giorno in chiesa incontra lei, la bella e vergine Benedetta cresciuta qua e là in famiglia fino ad arrivare dalla sua matrigna sarta, bellissima anche lei, apparentemente benestante la tratava come una inserviente però la brava benestante, almeno non le faceva mancare niente e la sua infanzia e gioventù é andata così da piccoli lavoretti di sarta e aiuto in casa per aver il diritto di essere lì senza pagare…
Una domestica/sarta a tutti gli effetti ma Lei era inteligente, caparbia, orgogliosa, un po’ chiusa e aparentemente snob anche se non ha potuto studiare , doveva lavorare, imparare dalla matrigna a tagliare , piegare, cucinare ecc…non ha studiato ma era buona fino ad sbocciare e fino ad doente e Benedetta, eccessionalnente inteligente e ambiziosa ed sima ragazzo è una bellissima questo è stato il suo più grande dolore, perché lavorando tanto è anche se è diventata anni dopo a RJ amente una delle sarte più brave ai tempi, non riusciva a realizzare il suo sogno di independência e grandeza…..ma questa è un altra storia….
Non so bene come, ma Santino e Benedetta un giorno di sono incontrati, innamorati e sposati….in chiesa mi racconta lei…
Ho una sola fotografia del matrimonio di mia mamma, era vestita in bianco, con i cappelli stupendi, il suo abito da sposa cucito da lei; un sogno e vicino a lei il mio padre, in completo, serio e convinto:fino a che morte ci separi…..m non ha detto alla sua novella sposa che la sua amante era incinta di sei mesi……ed anche questa è un’altra storia : Rosa
E così si sono sposati la Bené e il Djalma e dal 1960 al 1966 hanno generato cinque figli e persi uno…. uno nato morto, purtroppo o fatto morire con delle erbe specifiche, non si sa, poverina mi viene da dire con un marito fedifrago, violento, manesco, ma all’ stesso tempo debole perché nonostante quello che combinava in giro, non ce la faceva senza la sua Bene…
Lei, da giovane caparbia intelligente e ambiziosa, per più di dieci anni sopporta i soprusi del marito, arrogante, violento e ubriacone…ma mai zitta… grida, si oppone e lo malmena pure quando arriva a casa ubriaco marcio e fa la pipì a letto, oppure arriva e chiede silenzio ma uno dei suoi figli non ci sta a accende la tv, e lui si alza dal letto e abbassa tv ….il figlio anche lui Djalma, appena il padre ubriaco ritorna a letto aumenta il volume, fino a che lo ubriacone arriva e strappa l valvola dopo aver buttato la tv per terra che si è aperta e la rompe infuriato la valvola del televisore e i figli piangono e lei non può fare niente per proteggergli …
C’è ne sono tanti episodi da raccontare ma ho sentito solo una parte….
IO SCAPPO
Diceva la Benedetta…prima o poi me ne vado, lo lascio, ricomincio da capo….e cosi è stato…a pensarci oggi da donna adulta e madre dico tanto di cappello a questa donna, povera, bella e giovane, con cinque figli e le cicatrici delle cesarei che vanno da metà pancia fino alla pube…sarà per questo che quando giovane era così aspra, insensibile e antipatica con tutti intorno a lei? Sarà questo il motivo di non aver voluto più un compagno? Per le cicatrici o per il tanto soffrire?
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